Sulla base delle stime del modello di microsimulazione dell’Istat, appena pubblicate, nel 2020 l’intervento pubblico (l’imposizione fiscale e contributiva e i trasferimenti monetari) ha determinato una significativa riduzione della diseguaglianza in Italia, facendo scendere il rischio di povertà dal 19,1% al 16,2%. In particolare, le pensioni previdenziali per invalidità, vecchiaia e superstiti costituiscono la principale misura redistributiva dell’Italia.

Va considerato, peraltro, che l’importanza di altri trasferimenti è aumentata significativamente nel 2020, sia per la voce lavoro, come la Cassa integrazione, sia per la famiglia, come il Reddito di cittadinanza.

A questi flussi sono stati aggiunti dei trasferimenti straordinari per fronteggiare il Covid-19, come il reddito di emergenza e il bonus per i lavoratori autonomi e il bonus colf, che hanno contribuito a sostenere i redditi delle famiglie, pesantemente condizionati dalla crisi economica, riducendo la diseguaglianza.

In attesa della riforma complessiva del welfare, nella seconda metà del 2021 saranno erogate due nuove misure dedicate ai figli: l’assegno temporaneo per i figli minori e una maggiorazione dell’assegno al nucleo familiare per le famiglie con figli. Entrambe le misure risultano progressive rispetto al reddito delle famiglie e determinano una lieve riduzione dell’indice di Gini, la misura della diseguaglianza di una distribuzione, passando da 30,2 a 29,9 (-0,3 punti).

 

Per leggere tutto il rapporto Istat, si rimanda a www.istat.it/it/files//2021/07/Redistribuzione-reddito-Italia.pdf

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