Contesto di intervento

CONTESTO DI RIFERIMENTO

Il Progetto “Supporto per lo sviluppo dei Centri della Famiglia e il coordinamento di interventi in materia di servizi di protezione ed inclusione sociale per nuclei familiari multiproblematici e/o persone particolarmente svantaggiate” è attuato nell’ambito del Programma Operativo Nazionale “Inclusione” FSE 2014-2020 – obiettivo specifico 9.1 “Riduzione della povertà, dell’esclusione sociale e promozione dell’innovazione sociale”.

I Centri per la famiglia rappresentano una priorità programmatica per il DiPoFam, sostenuta non solo dalla politica di coesione, ma anche attraverso la convergenza di attività integrate e lo stanziamento di risorse provenienti da fondi nazionali come il Fondo per le politiche della famiglia.

Il DiPoFam nel suo ruolo istituzionale di struttura di supporto per la promozione e il raccordo delle azioni di Governo volte ad assicurare l’attuazione delle politiche in favore della famiglia in ogni ambito e a garantire la tutela dei diritti della famiglia in tutte le sue componenti e le sue problematiche generazionali  (DPCM del 1 ottobre 2012, art. 19 comma 1) ha individuato nell’Asse 3 “Sistemi e modelli di intervento sociale” del PON Inclusione, con specifico riferimento all’azione 9.1.2, l’ambito ideale in cui proporre il progetto proprio nella forma di un’azione complessiva di sistema da attuare su tutto il territorio nazionale. Le attività di monitoraggio, già attivate  del DiPoFam, evidenziano una attenzione sempre maggiore verso i Centri per la Famiglia con modalità specifiche e diverse nei diversi ambiti regionali/locali: modalità che richiedono lo sviluppo ed il coordinamento di un’azione di sistema integrata su tutto il territorio, sia in relazione ai servizi offerti, sia nelle modalità di gestione che nelle relazioni con i servizi sociali già presenti ed attivi a livello locale.

PON Inclusione – Attenzione ai nuclei familiari multiproblematici e rafforzamento operativo dei servizi sociali

L’attenzione che il “PON Inclusione” ripone nei confronti dei nuclei familiari multiproblematici va in parallelo con l’attenzione al rafforzamento della capacità operativa dei servizi sociali, sottolineando l’importanza di procedere, con riferimento ai servizi rivolti alle famiglie multiproblematiche, “ad una standardizzazione e diffusione delle migliori esperienze, costituite anche da progetti pilota, rivolti ai nuclei familiari multiproblematici, con la definizione di modelli e strumenti in grado di facilitare l’accesso ai servizi socio-educativi e socio-assistenziali, ovvero alla messa in rete dei centri territoriali per la famiglia” (di seguito Centri per la Famiglia).

Normative e linee guida strategiche per lo sviluppo e messa in rete dei Centri per la Famiglia

L’impegno allo sviluppo e alla messa in rete dei Centri per la Famiglia trova ulteriore fondamento, oltre che nelle politiche di coesione anche:
– nel “Piano Nazionale della Famiglia del 2012”, primo quadro organico di settore a livello italiano e linea guida dell’azione operativa del DiPoFam, che intende orientare politiche e azioni di natura sussidiaria e di empowerment per la famiglia, coinvolgendo le reti e le associazioni nella progettazione, gestione e verifica dei diversi interventi, superando la logica tradizionale di servizi pubblici assistenziali e sostitutivi;
– nel Capo IV del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147 – Disposizioni per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà. Il dispositivo ha istituito, quale organismo di coordinamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali di cui alla legge n. 328 del 2000, la Rete della protezione e dell’inclusione sociale con il fine ultimo di favorire una maggiore omogeneità territoriale nell’erogazione delle prestazioni, e al contempo di definire le linee guida per gli interventi e per il rafforzamento del coordinamento degli stessi in materia dei servizi sociali;
– nell’analisi dei fabbisogni e degli orientamenti delle politiche comunitarie con riferimento alla visione “sociale” del modello europeo che inserisce tra gli obiettivi della strategia del Consiglio Europeo la lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Tale obiettivo rappresenta un’importante novità nell’attenzione politica posta al più alto livello dell’Unione. Aspetto confermato anche dalla destinazione obbligatoria, definita nel Regolamento del Fondo Sociale, di una quota pari al 20% dell’ammontare delle risorse destinate alle politiche di inclusione sociale;
– nella strategia del Governo di sostenere, attraverso il “PON Inclusione”, la definizione di modelli innovativi di intervento sociale e di promuovere, attraverso azioni di sistema e progetti pilota, la diffusione e lo scambio di best practices relative ai servizi per la famiglia e la sperimentazione di metodologie e strumenti innovativi per supportare le amministrazioni, responsabili ai diversi livelli di governo, della attuazione di misure sociali e di integrazione della comunità e delle persone a rischio di emarginazione.