Azioni

Gli obiettivi generali saranno raggiunti attraverso la definizione di strumenti di coordinamento volti allo sviluppo di una governance multilivello in grado di favorire la messa in rete degli attori che, a vario titolo, si occupano delle famiglie multiproblematiche e di quelle famiglie che, in un contesto di relazioni di violenza domestica, sono vittime di figlicidi, o di quelle famiglie affidatarie di vittime di violenza assistita e orfani/e di crimini domestici, al fine di sostenerle nel difficile percorso educativo e di crescita tenendo conto delle specifiche necessità dei minori/orfani.
Si prevede la realizzazione di interventi diretti a definire servizi efficaci a favore delle famiglie, con particolare riferimento alle famiglie multiproblematiche.

Di seguito le quattro linee d’intervento previste per rispondere in modo integrato agli obiettivi dichiarati dal progetto:

La Linea di intervento 1 prevede, in primo luogo, l’analisi delle politiche e dei servizi di supporto alle famiglie presenti sul territorio nazionale. L’obiettivo è quello di favorire la creazione, lo sviluppo e il consolidamento dei Centri per la Famiglia quali organismi in grado di intercettare concretamente i diversi bisogni dei nuclei famigliari, offrendo agli stessi una risposta flessibile ed articolata in relazione ai diversi contesti territoriali.

Tale analisi verrà inserita in uno scenario più generale, europeo e internazionale, al fine di identificare possibili elementi di comparazione e/o stimolo per il successivo sviluppo di politiche e sevizi integrati per la famiglia come previsto dalla Linea d’Intervento 3. A tale riguardo, occorre sottolineare che, già nel 2012, il Piano Nazionale per la Famiglia, sosteneva fortemente la diffusione dei Centri per la Famiglia attribuendo loro una serie di funzioni fondamentali in qualità di nodi propulsori di una rete di servizi, di interventi, di soggetti e di azioni integrate (sociali, sanitarie, educative etc.) nel campo delle politiche e dei servizi alla famiglia e del lavoro di cura.

Attualmente i Centri per la Famiglia sono presenti solo in 10 Regioni: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, marche, Puglia, Piemonte, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto e le Province Autonome di Trento e Bolzano.
Risultano esserne sprovviste le Regioni Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Sicilia e Sardegna, mentre le Regioni Basilicata e Toscana registrano sui propri territori la presenza di forme alternative di erogazione di servizi analoghi a quelli attribuibili ai Centri per la Famiglia.

La linea di intervento si svilupperà attraverso le seguenti attività:

  • 1 – Mappatura delle politiche e dei servizi a supporto delle famiglie presenti sul territorio nazionale
  • 2 – Monitoraggio e valutazione dell’organizzazione dei servizi territoriali esistenti sul territorio nazionale
  • 3 – Predisposizione di specifici Dossier di fabbisogni e loro costante aggiornamento
  • 4 – Predisposizione di un modello concettuale, organizzativo e funzionale per il Centro per la Famiglia

I risultati prodotti dalla Linea di intervento 1, relativamente alle specifiche necessità dei Centri per la Famiglia a livello territoriale, alla definizione del modello concettuale e della conseguente costruzione dei modelli di intervento dei Centri medesimi, evidenzieranno per ogni Centro sul territorio nazionale il fabbisogno distintivo di competenze di natura specialistica necessarie per rispondere ai nuovi requisiti previsti.

Le attività saranno realizzate per formare gli operatori dei Centri per la Famiglia su tutto il territorio nazionale  in modo da rispondere in maniera adeguata e puntuale alle necessità delle famiglie multiproblematiche.

La Linea di intervento 2 si articola nelle seguenti attività:

  • 1 – Definizione di un piano formativo prototipale e dei piani formativi territoriali
  • 2 – Erogazione percorsi formativi
  • 3 – Creazione di Task force dedicate a supporto

Il modello concettuale, organizzativo e funzionale per il Centro per la Famiglia, prima di essere adottato in tutto il territorio nazionale, necessita di una sperimentazione pilota da effettuare su un campione di realtà territoriali.
Il campione sarò costituito dalle realtà che sceglieranno di partecipare.

In tale linea d’intervento saranno, pertanto, definite tutte le caratteristiche della sperimentazione e la loro relativa implementazione pilota. A tale scopo la Linea di Intervento 3 si articola nelle seguenti attività:

1 – Definizione delle realtà territoriali su cui attuare la sperimentazione

2 – Definizione delle diverse tipologie di servizio su cui attuare la sperimentazione

3 – Organizzazione e implementazione della sperimentazione

4 – Monitoraggio e valutazione della sperimentazione

Le esperienze mappate nella Linea di intervento 1, così come i risultati delle azioni pilota di sperimentazione dei modelli di cui alla Linea di intervento 3, verranno diffuse nelle diverse realtà territoriali attraverso azioni di trasferimento di know how e knowledge sharing. L’obiettivo è quello di promuovere la conoscenza e il coordinamento con quanto già posto in essere attraverso azioni di diffusione, scambio e trasferibilità. Parallelamente la Linea d’intervento 4 prevede la realizzazione di tutte le azioni di supporto allo sviluppo delle competenze e di scambio di conoscenze. Nell’ambito di tale Linea ci si propone, quindi, di organizzare occasioni per la promozione e lo scambio di buone pratiche e definire strumenti metodologici, di analisi e di e-learning. Strumenti che siano utili a rafforzare la governance partecipata in tema di politiche per la famiglia per tutti i Centri a livello territoriale, a cui si indirizza prioritariamente l’intervento, e per tutte le realtà amministrative regionali e territoriali.
A tale scopo, la Linea di intervento 4 sarà articolata nelle seguenti attività:

1 – Banca dati geo-referenziata e classificazione delle esperienze

2 – Predisposizione piattaforma telematica e modalità di raccordo con gli utenti (app) per la definizione di una community aperta

3 – Progettazione e implementazione di workshop/laboratori tematici

4 – Progettazione e implementazione di azioni di gemellaggio tra diverse realtà territoriali

Attività Trasversali

Per assicurare la realizzazione efficiente ed efficace delle azioni e delle linee di intervento previste e garantire il raggiungimento integrato degli obiettivi dichiarati sono state individuate 4 attività traversali di supporto all’intero progetto:

La Segreteria Tecnica fornirà un supporto trasversale di carattere tecnico amministrativo e gestionale a tutte le azioni messe in atto dal progetto. Questa attività favorirà il raccordo fra i diversi stakeholder interni ed esterni attraverso sia un’attenta azione di coordinamento sia l’individuazione di soluzioni organizzative in grado di ottimizzare procedure, processi e tempi.

Monitore in corso d’opera l’andamento di un progetto complesso e sperimentale è fondamentale per garantirne l’efficacia, valutare la performance ottenuta ed evidenziare eventuali scostamenti che possono richiedere una riorganizzazione anche in itinere. Le attività di Supporto al monitoraggio assicureranno quindi il rispetto degli aspetti fisici, finanziari e procedurali definiti dai Regolamenti comunitari e da quando disposto dall’AdG del PON.

Nell’ambito dei programmi cofinanziati dall’Unione Europea i processi che favoriscono l’accesso, la condivisione e la comunicazione delle informazioni assumono un ruolo prioritario, coniugando al loro interno aspetti istituzionali, politici, economici e sociali. Alla luce di questo l’azione di comunicazione deve sostenere in primis la trasparenza e l’efficacia delle azioni messe in campo dal progetto e garantire la diffusione e condivisione dei risultati raggiunti e allo stesso tempo favorire la conoscenza da parte dei potenziali fruitori delle opportunità e dei servizi per la famiglia presenti sul territorio nazionale.

Il DiPoFam per supportare i Centri nell’affrontare l’attuale situazione emergenziale legata alla pandemia da COVID-19 ha integrato la proposta progettuale con azioni specifiche pensate per affrontare gli effetti di questa crisi sanitaria. In particolare nel corso del 2020 è stata attivata presso i Centri per la Famiglia la distribuzione sia di dispositivi di sicurezza (es: mascherine) che di supporti informatici (es: tablet). Inoltre è stata avviata l’offerta formativa #Distantimavicini”, progettata per funzionari ed operatori dei Centri e volta a favorire l’acquisizione e l’approfondimento di conoscenze e competenze relative sia alle nuove modalità lavorative legate allo Smart Working sia alla gestione dell’impatto relazionale ed emotivo conseguente alla crisi sanitaria.