Secondo una recente rilevazione dell’Istat, in Italia nel 2022 i giovani con meno di 35 anni e provvisti di diploma o laurea conseguito negli ultimi 12 mesi hanno trovato lavoro più facilmente. Il tasso di occupazione tra i diplomati sale al 56,5%, mentre quello tra i laureati al 74,6%, con un aumento rispettivamente del 6,6% e del 7,1%.

Nonostante ciò, resta significativo il divario tra nord e sud dell’Italia quanto alla possibilità di trovare un impiego: al Sud i laureati tra i 30 e il 34 anni hanno un tasso di occupazione di 20 punti in meno rispetto a quelli del Nord.

Inoltre, vi è una correlazione diretta tra genitori con un basso livello di istruzione e giovani che abbandonano precocemente gli studi.

Infine, il divario di genere resta ancora alto. Anche se in media le donne in Italia sono più istruite degli uomini, circa il 65,7% delle 25-64enni ha almeno un diploma (60,3% tra gli uomini) e le laureate arrivano al 23,5% (17,1% tra gli uomini). Il vantaggio femminile nell’istruzione non si traduce però in un vantaggio lavorativo: il tasso di occupazione femminile è molto più basso di quello maschile (57,3% contro 78,0%) e il divario di genere è in aumento nel 2022.

 

Per leggere il report completo sul sito dell’Istat, si rimanda al link https://www.istat.it/it/files//2023/10/Report-livelli-di-istruzione-e-ritorni-occupazionali.pdf

 

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