Il Centro Nazionale Dipendenze e Doping (CNDD) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), su incarico del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha svolto uno studio per stimare la prevalenza di alcuni comportamenti a rischio di dipendenza (dipendenza dai social media, dipendenza dal cibo, dipendenza dai giochi elettronici) nei giovani tra gli 11 e i 17 anni.

Sono state raccolte informazioni su fenomeni legati all’utilizzo dei social media come cyberbullismo, sfide social (social challenges), sexting, morphing, doxing, mediante la somministrazione di un questionario online anonimo.

Secondo lo studio, vi sono tre capisaldi necessari come rimedi preventivi per affrontare i rischi di dipendenze comportamentali che colpiscono quasi 2 milioni di adolescenti della “Generazione Z”.

I tre caposaldi sono:

  1. una scuola “attenta ed informata, che gioca il suo ruolo di sorveglianza dei ragazzi con le sue strutture, dove i docenti sono affiancati da figure come quella che una volta era rappresentata dal medico scolastico”;
  2. le famiglie, che devono cercare di essere più “attente e informate, per intercettare i sintomi precoci dei disturbi dei figli da dipendenze comportamentali” e agire con i propri figli per il rispetto di regole concordate;
  3. più strutture dedicate di tipo pediatrico per la cura dei disturbi da dipendenze comportamentali.

 

Per approfondire gli altri elementi della ricerca, si rimanda alla pubblicazione integrale sul sito https://www.quotidianodelsud.it/laltravoce-dellitalia/laltravoce-dei-ventenni/attualita/2023/04/03/dipendenze-comportamentali-scuola-e-famiglia-possono-proteggere-i-ragazzi

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